Una donna congolese che contrae il virus ebola mentre è incinta difficilmente riesce a partorire prima di arrendersi alla malattia.

Ma BENEDICTA è nata e anche se, a soli sei giorni, viene portata all’ospedale dal padre, perché, tramite i liquidi corporei della madre, anche la bambina ha contratto l’ebola, dopo le cure è guarita.
L’Africa Occidentale è una zona piena di paesi poveri condizionati già da carestie e guerre, e questo non fa che aumentare l’esposizione a focolari di epidemie come, dal 2014 soprattutto, l’ebola che si è divisa in 4 rami che attaccano l’uomo (Zaire, Sudan, Costa d’Avorio e Bundibugyo) e una forma trasmissibile tra gli animali: Reston.
L’ebola è un virus con un altissima percentuale di mortalità (tra il 25% e il 90%); è una febbre emorragica che comincia a presentare i primi sintomi tra i 2 e i 21 giorni dopo l’infezione, e ciò rende più difficile la diagnosi della malattia.
Nella prima fase della malattia emergono i sintomi più comuni come: febbre, astenia (stanchezza fisica), dolore muscolare, encefalea (mal di testa) e mal di gola.
Per cui, all’inizio, questo virus sembra una normale influenza, fino a quando alla lunga la malattia comincia a provocare sintomi più particolari come: vomito, diarrea, eritemi della pelle e funzioni di reni e fegato compromesse.
Infine, nell’ultima fase della malattia, che ha il suo picco tra la 1° e la 2° settimana dopo il contagio, si arriva ad emorragie nasali, vomito ematico, diarrea mista a sangue e congiuntiviti emorragiche.

I Paesi più colpiti, l’anno dell’esplosione dell’epidemia, sono stati la Guinea, il Sierra Leone e la Liberia; mentre attualmente l’ebola fatica ad essere curata nel Congo, perché nonostante tutti gli sforzi di MSF, i dottori sono continuamente contrastati dalle persone che non vogliono essere curate e che assaltano i centri che MSF ha costruito in Congo nonostante sia un Paese devastato da conflitti ed epidemie.

Un altro aspetto negativo dell’ebola è l’altissima trasmissibilità che può avvenire per semplice contatto, oppure in casi peggiori attraverso qualsiasi liquido corporeo, compreso il contatto con le carcasse infette.
L’origine della malattia arriva da pipistrelli e altri animali della foresta, ma il contagio, soprattutto in queste zone in cui l’igiene è molto precaria, avviene in particolare tra persone della famiglia stessa oppure durante la sepoltura dei cadaveri.
Il “boom” dell’ebola ha anche evidenziato le grandi lacune nel sistema di sanità e sicurezza internazionale, perché lo stesso Consiglio dell’ONU ha dichiarato l’ebola minaccia mondiale della sicurezza, come successe non troppi anni fa con l’HIV; e attualmente l’ebola è diventata la peggiore epidemia mai vissuta in alcuni Paesi, come detto prima, e chi ne ha pagate più di tutti le conseguenze è il Congo.
All’inizio, dato che una cura non esisteva, il massimo che MSF potesse fare era idratare e ossigenare il paziente in modo da spingere l’organismo ad una risposta immunitaria che potesse farlo sopravvivere; ha fatto ciò nel 60% dei casi mondiali di ebola. Ovviamente tutti i volontari erano ben protetti, tant’è che impiegavano solo per vestirsi in modo adeguato per trattare un paziente 1 ora, e lo stesso tempo per svestirsi, come raccontato da Claudia Lodesani, medico di MSF, in una conferenza tenuta all’Istituto Volta di Sassuolo, alla quale io e i miei compagni abbiamo partecipato insieme ad altre classi.
Ma dal 2015 si è scoperto un vaccino funzionante quasi al 100% contro l’ebola e MSF si è impegnato per portarlo in Africa e quindi ha sradicato l’ebola dalla maggior parte dei Paesi.

di Alessandro Amato, Alessandro Colombo, Youssef Lemkhairi, IIS A. VOLTA di Sassuolo, classe 3g

Link dell’intervista a MSF:

Ebola, Medici senza frontiere: ”Rischio zero che si diffonda da noi”

Ernestina Repetto, infettivologa di Medici Senza Frontiere, è stata in Guinea, il paese dove il virus ha cominciato a diffondersi, tra luglio e…

Link dei siti utilizzati per fare l’articolo:
1) https://www.medicisenzafrontiere.it/
2) https://www.repubblica.it/
3) https://www.corriere.it/
4) http://www.limesonline.com/