Quando parliamo di soldati pensiamo solamente agli adulti, come è giusto che sia, però non è sempre così.

Quando un soldato, minore di 18 anni, viene arruolato in una forza o gruppo armato, regolare o irregolare che sia, sotto qualsiasi tipo di ordine: combattente, cuoco, facchino viene è un bambino soldato. Possono essere bambini soldato anche le ragazze che vengono reclutate per fini sessuali o per matrimoni forzati.

Ma perché esistono?
I bambini soldato esistono da sempre, anche ai tempi di Hitler che iniziò a reclutare ragazzi al di sotto dei 16 anni per la Wermacht, gruppi giovani nazisti.
Negli ultimi anni, sfortunatamente questo fenomeno sta aumentando a perdita d’occhio.
I bambini che prendono parte a questi gruppi armati sono prevalentemente quelli che sono circondati dalla violenza e si sentono più al sicuro in un gruppo con un’arma tra le mani, oppure i bambini che sono stati soggetti a rapimenti e di conseguenza ad un coinvolgimento forzato, altri invece hanno assistito a massacri, torture, violenze sessuali e per vendicarsi si arruolano in questi gruppi armati.
Vengono usati e sfruttati i bambini perché non si lamentano ed eseguono gli ordini senza fare troppe domande; talvolta gli vengono somministrati degli stupefacenti per toglierli la paura dei colpi e degli spari così da non avere nessun tipo di esitazione prima dello sparo. Inoltre l’uso di armi automatiche leggere ha reso più facile l’arruolamento dei piccoli che sono più propensi all’uso di un mitra rispetto ad un adulto.
Vengono usate anche le femmine in questi gruppi irregolari però, con scopi diversi rispetto a quelli dei maschi. Le ragazze, bambine che siano, vengono sfruttate per fini sessuali oppure come cuoche, postine o per farsi aprire la strada sui campi minati perché sono più facili da rimpiazzare rispetto ai maschi.
Tutti i bambini che vengono coinvolti in questi gruppi armati vengono privati brutalmente della loro infanzia.
Per i ragazzi che combattono le conseguenze possono essere drammatiche; quelli che sono sopravvissuti senza lesioni o gravi ferite, posso essere soggetti a gravi malattie, problemi psicologici in quanto sono stati testimoni di crimini inauditi o dell’aver commesso, loro stessi, atti terribili.
Possono anche esserci dei problemi sociali come la difficoltà di riprendere gli studi o di inserirsi nelle loro famiglie. Le ragazze dopo essere state reclutate possono rimanere nubili e di conseguenza darsi
alla prostituzione.
Il vero trauma è quando non si viene accettati dalla propria famiglia, il così detto -rifiuto dei propri cari-. Questo si ha nel momento in cui la famiglia è consapevole dei danni e torture che ha fatto il ragazzo o la ragazza e per paura che lo possa rifare all’interno del nucleo familiare, preferiscono non farsene carico.

Dov’è presente questo sfruttamento?
Sapendo che i bambini soldato “nascono” in luoghi di povertà, facciamo subito riferimento all’Africa.
È vero, sono prevalentemente in Congo e in Sierra Leone (in Africa); si trovano anche in Asia: Azerbaijan, Iran, Iraq, Libano, Tagikistan, Yemen, Cambogia, India...
Questo tipo di sfruttamento è presente anche in Sud America.

Queste sono le organizzazioni più conosciute:

  • RUF (Ribelle del Fronte Unito Rivoluzionario): Sierra Leone
  • LRA (Esercito di Resistenza del Signore): Nord Uganda; qui è stato reclutato il soldato più piccolo di tutti: 5 anni.
  • Il movimento terroristico di Boko Haram: Nigeria

Cosa fanno gli stati per aiutare i bambini?
A livello normativo, sono numerosi gli accordi, gli statuti sottoscritti da numerosissimi Paesi a difesa dei diritti dei bambini. A titolo di esempio:

  • Lo Statuto della Corte penale internazionale, approvato nel 1998 pone come crimine di guerra l'arruolamento di bambini sotto i 15 anni in forze armate nazionali e il loro utilizzo nella partecipazione attiva alle ostilità in conflitti sia internazionali sia interni.
  • Nel 2000, 153 Paesi approvarono il Protocollo opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, concernente il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati: uno strumento giuridico che stabilisce che nessun minore di 18 anni possa essere reclutato forzatamente o utilizzato direttamente nelle ostilità, né dalle forze armate di uno Stato né da gruppi armati.
  • Abbiamo anche la Carta Africana sui diritti e il benessere del bambino (African Charter on the Rights and Welfare of the Child), ratificata da 46 Stati membri dell’Unione Africana su 54, a difesa dei diritti dell’infanzia.

Di positivo c’è per fortuna il fatto che ogni anno vengono sottratti ai gruppi ribelli e agli eserciti convenzionali centinaia di minori grazie a proficue attività negoziali: in questi anni la società civile internazionale si è mobilitata ripetutamente.
Molte Organizzazioni non governative e congregazioni missionarie hanno investito risorse umane ed economiche a questa causa, così da elaborare dei veri e propri protocolli riabilitativi, in collaborazione con le forze multinazionali di pace, che hanno dato risultati importanti: è necessario dare continuità agli interventi di prevenzione e recupero, senza un sostegno duraturo da parte della comunità internazionale, i progetti di smobilitazione rischiano di essere inefficaci.
È bene ricordare che non resta, davvero, che passare dalle parole ai fatti. «Fermiamo questo crimine abominevole» ha scritto, il 12 febbraio del 2017, papa Francesco, tramite il suo account Twitter @Pontifex, in occasione della recente Giornata internazionale contro l’uso dei bambini-
soldato.

ALCUNE TESTIMONIANZE
B. 16 anni, arruolato da Boko Haram, Nigeria.
"Mi sono arruolato nell’esercito quando avevo 14 anni, perché ero convinto che il solo modo di riavere i miei genitori o di impedire che le cose andassero avanti in quel modo fosse far parte
dell’esercito e ammazzare chi era responsabile dell’uccisione dei miei genitori. Ma, vedi, la cosa più inquietante è che, una volta che mi sono arruolato e ho cominciato a combattere, mi sono ritrovato ad ammazzare genitori di altri bambini e dunque a creare una spirale di vendetta... "

A.17 anni, Corpo Ausiliario Femminile del gruppo ribelle LURD, Liberia.
"Avevo un’amica, Juanita, che si era messa nei guai... Eravamo amiche da prima di entrare nell’esercito e dividevamo la stessa tenda. Il comandante mi ha detto che non importava se era mia amica. Aveva commesso un errore e bisognava ammazzarla. Ho chiuso gli occhi e ho fatto fuoco, ma non l’ho colpita. Così ho sparato un’altra volta. La fossa era lì accanto. Ho dovuto seppellirla e ricoprirla di terra. Il comandante ha detto: ottimo lavoro. Anche se ti sei messa a piangere hai fatto un ottimo lavoro. Lo dovrai fare tante altre volte e dovrai imparare a non piangere."

Grace a Dieu, gruppo Seleka, Repubblica Centro Africana.
“Sono entrato a far parte del gruppo Seleka quando nel dicembre del 2012 hanno ucciso mio padre. Lui lavorava in un negozio, lo presero, lo picchiarono e due settimane dopo è stato assassinato. Se mio padre fosse stato con noi, sarebbe stato tutto diverso, avrei continuato i miei studi e la mia famiglia starebbe bene. Ma non è andata così e io mi sono dovuto unire a loro. Quando mi sono unito al gruppo, ci hanno portato in un luogo a circa 10 km dal villaggio, lì ci hanno preparato in modo molto duro, strisciavamo anche nel fango, volevano che diventassimo spietati.
Ho visto molti altri bambini cadere e morire mentre combattevano. Non ho fatto amicizia con nessuno mentre ero nel gruppo armato, tranne un amico con cui ero partito e che è ritornato con me. Nel gruppo armato usavano molte droghe, io bevevo molto. Avevo 15 anni, ma ho visto bambini anche di 8. Poi ho deciso di abbandonare il gruppo.
Adesso il mio più grande desidero è tornare a scuola. Mi piaceva molto leggere. Non credo che cristiani e musulmani potranno vivere in armonia ora, con tutto quello che è successo. Con tutto quello che abbiamo fatto. Voglio davvero lasciare un messaggio che sia ascoltato da tutti i bambini, ma soprattutto dai bambini della Repubblica Centrafricana, affinché possano decidere di guadagnarsi da vivere grazie agli sforzi che fanno a scuola, è molto meglio che farsi strada appartenendo a un gruppo armato”.

A cura di Giulia Esposito
,Educandato Statale Emanuela Setti Carraro dalla Chiesa Milano, 3 media B

Le fonti da cui ha preso spunto questo breve articolo:

Bambini soldato

Un bambino soldato è una persona sotto i 18 anni di età, che fa parte di qualunque forza armata o gruppo armato, regolare o irregolare che sia, a qualsiasi titolo - tra cui i combattenti, i cuochi, facchini, messaggeri e chiunque si accompagni a tali gruppi, diversi dai membri della propria famiglia.

Bambini soldato

Il fenomeno dei bambini soldato avviene quando dei bambini vengono impiegati in operazioni militari o illegali in molte zone del mondo. La loro partecipazione può essere direttamente nelle ostilità o in ruoli di supporto (vedette, messaggeri, spie,cuochi). In diversi momenti della storia e in molte culture, i minori sono stati coinvolti in campagne militari anche quando la morale comune lo riteneva riprovevole.

https://www.osservatoreromano.va/it/news/lafrica-e-la-tragedia-dei-bambini-soldato

Bambini soldato

300.000 bambini sono coinvolti in conflitti armati La maggior parte di questi bambini provengono da famiglie povere. Alcuni bambini soldato si uniscono ai gruppi militari per la sopravvivenza, perché viene loro offerta l'opportunità di mangiare regolarmente e anche avere un reddito con cui possono sostenere la propria famiglia.

Bambini soldato: dati, numeri e paesi in guerra

Il reclutamento e l'utilizzo di bambini soldato sono una delle più pesanti violazioni delle norme che regolano i diritti umani nel mondo. L'Africa è spesso considerata l'epicentro del fenomeno dei bambini soldato.

Bambini soldato, una testimonianza dall'Uganda | Save the Children Italia

Raccogliere la testimonianza di un bambino soldato è un'esperienza che suscita molteplici riflessioni. In Uganda abbiamo intervistato un ragazzo di soli 14 anni che ha vissuto questo dramma ed è stato costretto a combattere come bambino soldato.

La testimonianza di un bambino soldato della Repubblica Centrafricana | Save the Children Italia

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https://www.bambinisoldato.it/il-fenomeno/cause-e-conseguenze/