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Palermo 25 marzo 2019. La vita è un continuo alternarsi di eventi ora felici e sereni ora tristi e sconvolgenti. E’ questa una realtà che non è controllabile dall’uomo; un esempio è costituito dal terremoto che nel 2010 ha devastato Haiti. La scossa principale che ha avuto il suo epicentro a circa 25 chilometri dalla capitale,si è verificata alle ore 17.00 di martedì 12 gennaio. Nelle ore successive al sisma lo United States Geological Survey (USGS) ha registrato una lunga serie di scosse secondarie: 26 nelle nove ore immediatamente seguenti al drammatico evento. Immediatamente dopo il sisma, il Pacific Tsunami Warning Center ha diramato un allarme tsunami, che, per fortuna, è stato successivamente annullato.
A causa della povertà, dell’isolamento del Paese e dei gravi danni alle infrastrutture di comunicazione, non è stato possibile stimare prontamente gli effetti del terribile evento, poi si è comunicato che le vittime erano state 222.517; solo dopo alcuni giorni la Croce Rossa Internazionale e l’ONU, hanno reso noto che a perdere la vita sono state più di 4 milioni di persone, un quarto della popolazione totale. Tra i numerosi morti ricordiamo anche Hédi Annabi, capo della missione ONU di peacekeeping e stabilizzazione, l’attivista brasiliana Zilda Arns e l’arcivescovo di Port au Prince, Joseph Serge Miot. A intervenire in maniera rapida ed efficace non è stata solo la Croce Rossa Internazionale, ma anche molte Onlus internazionali. Tutti hanno cercato di soccorrere i feriti e i terremotati con ogni mezzo, rimuovendo anche a mani nude le macerie. Il sisma ha distrutto e danneggiato gravemente molti edifici tra questi il Palazzo Nazionale, la cattedrale di Port au Prince, il quartier generale della missione di peacekeeping MINUSTAH. La necessità di chiudere o evacuare tutti gli ospedali e dichiarare l’inagibilità della torre di controllo dell’Aeroporto internazionale Toussaint Louverture sono stati i danni più gravi perché il primo ha impedito interventi sanitari immediati, il secondo ha reso problematici l’arrivo dei soccorsi e degli aiuti umanitari. Il terremoto di Haiti è stato particolarmente grave perché ha colpito un popolazione che già prima del sisma era estremamente vulnerabile. Medici Senza Frontiere erano infatti già presenti ad Haiti dal 1991; questo ha costituito un fatto positivo perché sono stati, quindi, in grado di rispondere rapidamente all’emergenza. I numerosi operatori, essendo state danneggiate le loro strutture comunitarie, hanno lavorato in ricoveri temporanei prontamente realizzati e lì hanno prestato cure mediche e hanno effettuato interventi chirurgici mostrando, come sempre, spirito di sacrificio e grande sensibilità. Dopo il sisma, MSF ha continuato ad impegnarsi portando a 26 il numero di centri di salute attivi nella zona,e allestendo ospedali, centri di trattamento per le cure post operatorie e centri di riabilitazione generici. L’Onlus ha inoltre trasportato sull’isola centinaia di tonnellate di materiale di soccorso, incluso un ospedale gonfiabile. La portata e l’importanza dell’intervento di MSF è reso evidente dai dati sotto riportati:

  • Staff 3.228
  • Sale operatorie 16
  • Posti letto 1.237
  • Pazienti curati 92.486
  • Interventi chirurgici 4.961
  • Pazienti curati per traumi post-operatori 10.829
  • Pazienti trattati per traumi psicologici 40.246
  • Kit di beni di prima necessità distribuiti 33.281
  • Tende distribuite 21.937
  • Strutture sanitarie allestite 19
  • Ambulanze 3
  • Litri di acqua potabile distribuiti ogni giorno 870.000
  • Latrine costruite 450
  • Docce costruite 101

Non dobbiamo dimenticare il materiale di soccorso per i senza tetto: tende, utensili da cucina, coperte, viveri e atri tipi di generi di sostegno difficilmente quantificabili.
L’apertura, nell’aprile del 2016, di un nuovo ospedale per offrire cure mediche di emergenza, è altrettanto importante perché testimonia la continuità dell’impegno.
Questi risultati, ovviamente dipendono dalla qualità umana e professionale dei volontari che fanno parte di MSF. Questa organizzazione è stata fondata il 22 dicembre 1971 a Parigi da medici e giornalisti, tra cui Bernard Kouchner. Essa si prefigge lo scopo di portare soccorso sanitario ed assistenza medica nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito per carenze particolarmente gravi o per eventi eccezionali in contesti di crisi. In particolare le attività vanno dalla risposta alle emergenze, come terremoti, tsunami, uragani, epidemie, ai conflitti armati. Gli interventi prevedono oltre all’opera impagabile dei volontari, la costruzione di ospedali, la realizzazioni di unità di supporto e, ovviamente, anche punti di assistenza medica. Ad essere assistiti non sono solo persone che vengono coinvolte in situazioni di emergenza, ma anche gruppi etnici emarginati, profughi di guerre, emigranti economici. Particolarmente importanti sono gli interventi a favore delle persone “intrappolate” in aree urbane con alti tassi di violenza, dei malati affetti da patologie trascurate; qui si prodigano effettuando campagne di vaccinazione di massa per controllare le epidemie di morbillo, di malaria,di meningite, di colera e altre ancora.
Anche in Italia è operativa una sezione di Medici senza frontiere che è stata italiana fondata nel 1993 e che si distingue per l’attività di reclutamento di operatori socio-sanitari, per la raccolta fondi da destinare ai progetti di sensibilizzazione e di sostegno che devono unire tutti gli uomini in un comune vincolo di fratellanza. Per questo il terremoto di Haiti, accaduto nove anni fa, resta un esempio ancora vivo e indimenticabile. In tanti si sono impegnati nella raccolta di fondi a favore della popolazione di Haiti, come Justin Bieber che ha reinterpretato la nota canzone “We are the world”, affiancato da Janet Jackson, Miley Cyrus e molti ancora.

Tanti sono stati i gesti di solidarietà che questa tragedia ha reso necessari, ma di certo l’azione diretta dei volontari di MSF rappresenta un esempio di dedizione e di amore nei confronti del prossimo di cui tutti noi dobbiamo fare tesoro.

Di BRUNO CHIARA, PONZIO FLAVIO, PRESTIGIACOMO GIORGIA, TRIOLO FABIO – I.C.S. “G. MARCONI” Palermo CLASSE 2° D